Servizio di Psicomotricità

Responsabile Dr.ssa Giuseppina Daniele


CHE COS’E’ LA PSICOMOTRICITA’

La Psicomotricità, come concezione, considera l’individuo nella sua globalità psicocorporea e nella sua complessità. Il termine psicomotricità sottende infatti l’integrazione armonica di “psiche” e “motricità”, quindi degli aspetti motori, funzionali, affettivi, relazionali, cognitivi, sociali.

Questo è particolarmente evidente nel bambino che è un “essere psicomotorio,cioè si esprime di fronte al mondo attraverso la sua psicomotricità” (Boscaini, 2002).

Prima di definirsi come campo di ricerca teorico e applicativo, la psicomotricità si riconosce per il suo essere un’esperienza naturale del bambino e dell’uomo.

De Ajuriaguerra, infatti, definisce la psicomotricità come progressiva conoscenza di sè e del mondo attraverso il movimento inteso come esecutività, mediazione, espressività, ricettività, affermando che “la psicomotricità è un certo modo si essere al mondo”.

La psicomotricità, pertanto non si interessa al movimento in sè, ma all’azione come espressione dell’individuo cosciente e pensante in relazione, reale o immaginaria, con l’altro.

La psicomotricità sia nei suoi aspetti teorici che nella sua prassi operativa sottolinea l’importanza dell’esperienza corporea come base dello sviluppo dell’identità individuale, familiare, sociale, istituzionale, come espressione della vita emozionale, della strutturazione dei processi cognitivi, come organizzatore della motricità funzionale, comunicativa e relazionale, come regolatrice primaria di ogni comportamento (Boscaini, 2004).

“Il termine psicomotricità si riferisce a tutto ciò che si manifesta attraverso e con il proprio corpo nella misura in cui esso è vissuto, investito affettivamente ed attuato attraverso l’azione, il tutto riconosciuto dall’altro.

E’ l’azione il concetto fondamentale che sostiene la psicomotricità ed è attraverso l’azione che esiste la coscienza di sè; ma l’azione esiste solo attraverso il corpo.” (Boscaini, 2004) 

La psicomotricità focalizza la propria attenzione sul corpo e sull’azione, intesa come movimento carico di significati. In particolare il corpo non viene visto solo come l’espressione oggettiva di funzioni da manipolare o attivare ma anche e, soprattutto, come luogo di comunicazione privilegiato attraverso il quale la persona esprime emozioni, desideri e sofferenze.

Agisce specificatamente a livello del corpo tonico-emozionale (sede dei bisogni primari,delle emozioni e dei vissuti affettivi) e del corpo comunicativo, pur tenendo conto degli altri aspetti del corpo, del corpo strumentale/funzionale, del corpo cognitivo e del corpo fantasmatico.

La relazione corporea è lo specifico dell’intervento psicomotorio, dove uno degli obiettivi dello psicomotricista è quello di favorire l’emergere del desiderio e del piacere di comunicare. Instaurare una relazione adeguata permette l’espressione delle potenzialità della persona e l’emergere dei bisogni reali profondi.

 

 

COS’E’  L’INTERVENTO PSICOMOTORIO

Si fonda sulla relazione e si realizza attraverso il corpo e il movimento, utilizzando come strumento privilegiato il gioco.

Ha come obiettivo lo sviluppo dell’aspetto espressivo del corpo, del suo linguaggio, in vista del raggiungimento del benessere psico-corporeo della persona.

Favorisce nel soggetto la presa di coscienza delle proprie sensazioni (enterocettive e propriocettive), delle emozioni, del movimento, delle funzioni psicomotorie, dei comportamenti.

Permette la creazione e/o il recupero di spazi di azione e di relazione attraverso l’integrazione del desiderio di comunicare e della possibilità di agire, del sapere, del voler fare.

L’originalità della terapia psicomotoria sta nel fatto che gli aspetti tonico- posturali e gestuali, agganciati alle emozioni, sono considerati sistema di rappresentazione. Di primaria importanza per la terapia psicomotoria è che il gioco possa essere fatto e che la sua riformulazione mobiliti risorse tonico-posturali sempre nuove. Solo allora il bambino, dissolvendo le sue fissità, entra in un circuito di azioni che producono immagini e il gioco diventa codice scambievole, rimando reciproco di segni, comunicazione. La terapia psicomotoria interviene proprio là dove la dinamica della comunicazione è disturbata e il bambino non ha potuto assumere la propria identità in maniera accettabile (Pelli Grandini, 2004). 

 

 

CHI E’ LO PSICOMOTRICISTA

Lo psicomotricista è uno specialista del linguaggio corporeo, ha sviluppato la competenza di prestare attenzione al linguaggio corporeo che può essere letto e compreso per mezzo di una corretta empatia tonico-emozionale, competenza che gli è esclusiva dal punto di vista professionale. Svolge, in via autonoma o in collaborazione con altre figure professionali, interventi di terapia psicomotoria, nel rispetto della globalità psicocorporea dell’individuo utilizzando metodologie a mediazione corporea.

 

Le competenze dello psicomotricista, divise per ambiti, si concretizzano e si rivolgono:

  • ambito anamnestico-diagnostico-progettuale
  • ambito pedagogico e preventivo: interventi atti a prevenire difficoltà relazionali e di apprendimento e forme di disadattamento scolastico; interventi volti a favorire l’integrazione, l’accettazione e la valorizzazione delle differenze personali. 
  • ambito terapeutico: interventi di terapia psicomotoria rivolti a singoli o a gruppi nelle diverse età e nelle diverse situazione di disagio e disabilità.
  • ambito psicosociale: attività di formazione/aiuto indirizzate ad adulti
  • ambito formativo-didattico

 

Lo psicomotricista utilizza tecniche a mediazione corporea:

  • attività di gioco sensomotorio, percettivo, simbolico
  • attività di gioco sensomotorio, percettivo, simbolico
  • attività di espressione corporea e giochi di animazione
  • giochi musicali e ritmici
  • sperimentazione di modalità pittoriche e plastiche conosciute ed originali
  • grafomotricità
  • rilassamento